Specialisti e percorsi dedicati

Un approccio multidisciplinare vuol dire coordinare l’apporto di tanti professionisti ciascuno con la propria esperienza e competenza nelle diverse fasi del percorso di cura.
Ci siamo fatti spiegare cosa significa far parte di questo team da chi è impegnato in prima persona nella lettura delle immagini radiologiche che spesso sono un punto di partenza e una cartina al tornasole delle terapie.
La parola ad Angelo Vanzulli, coordinatore scientifico del Niguarda Cancer Center.

Gli esami per i pazienti oncologici, qual è la mole di attività nel Niguarda Cancer Center?

La radiologia di Niguarda effettua ogni anno circa 120.000 esami. Di questa cifra il 70% è condotto su pazienti oncologici. Questo significa che sui 450 accertamenti condotti giornalmente, 300 sono per un’indicazione oncologica.

Il vostro coinvolgimento è a più livelli?

Sì, in questa casistica rientrano sia i pazienti, per cui le indagini radiologiche sono necessarie per arrivare alla diagnosi, sia le valutazioni per chi si sta sottoponendo ai controlli per verificare i progressi delle terapie.

Come avviene operativamente il coordinamento con gli altri specialisti?

Ogni settimana abbiamo in agenda degli appuntamenti fissi dedicati alla discussione dei casi. Ad esempio il lunedì c’è l’incontro con i radioterapisti in cui si prendono in esame le tac, le risonanze magnetiche o altri tipi di immagini che aiutino a fare il punto sull’efficacia del trattamento. Sempre il lunedì, in un’altra riunione, ci ritroviamo insieme agli oncologi e agli urologi per selezionare i pazienti che potranno sottoporsi all’intervento chirurgico, valutandone le modalità. La riunione è anche l’occasione per discutere gli esiti chirurgici in chi si è già sottoposto all’intervento. Allo stesso scopo, sempre il lunedì, è in programma il meeting con gli specialisti della chirurgia toracica, gli oncologi e gli pneumologi.

Quali altri incontri sono programmati durante la settimana?

Il martedì è dedicato al confronto con gli oncologi per valutare i pazienti che vengono trattati con le terapie mediche. Il mercoledì ci vediamo con gli ematologi per seguire l’avanzamento delle terapie nei casi di patologie come linfomi, mielomi o leucemie. Il giovedì insieme agli oncologi incontriamo lo staff dei chirurghi oncologici.

Ci può fare un esempio delle competenze in gioco?

Pensiamo ad un paziente a cui viene diagnosticato un tumore al pancreas. Si tratta di un tumore che spesso infiltra i vasi sanguigni che sono intorno all’organo. In questi casi per stimare al meglio le possibilità chirurgiche è necessario valutare l’estensione e il grado d’interessamento dei vasi. Per farlo occorrono accertamenti diagnostici che saranno la base anche per capire se sarà necessario qualche altro tipo di trattamento prima dell’intervento, come ad esempio la radioterapia. Una volta che il paziente si è sottoposto alla chirurgia gli esami radiologici saranno condotti per valutarne i risultati e per capire se sono necessari degli ulteriori trattamenti.