Raffaele De Grada: "Beato Giuseppe Cottolengo"

Verosimilmente Raffaele De Grada, che aveva da poco preso parte ad una Mostra al Museo della Permanente di Milano, acclamato come uno dei grandi paesaggisti lombardi, accettò con difficoltà la proposta di partecipare alle decorazioni della “Fabbrica del Niguarda”, “solamente” con una vetrata nel tamburo della Chiesa dell’Annunciata ma non volle mancare a questa eccezionale “collettiva” di artisti famosi. Gli fu affidato il ritratto del Beato Giuseppe Cottolengo (nominato Santo in quegli anni) che rappresentava “un’icona” dell’assistenza sanitaria ante litteram. Infatti l’idea di costruire la “Piccola Casa della Divina Provvidenza (il futuro “Cottolengo”) venne al fondatore dopo aver assistito una giovane donna gravida morente che era stata rifiutata dagli ospedali ostetrici dell’epoca perché affetta da una gravissima forma di tubercolosi. De Grada captò il pathos del prelato e lo ritrasse in preghiera con un sorriso di speranza, sullo sfondo di un paesaggio con accesi colori, culminante in un grande edificio ecclesiastico, verosimilmente rappresentante la trasfigurazione della “Parvae Domus Divinae Providentiae” come sta scritto alla base della vetrata.

Biografia dell’artista

Nacque a Milano nel marzo del 1885; il padre Antonio rinomato decoratore milanese lo tenne “a bottega” per i primi anni. Dopo aver vissuto in Svizzera si trasferisce in Toscana riscuotendo l’attenzione della critica dell’ambiente fiorentino. Agli inizi degli anni trenta si reca definitivamente a Milano dove entra in contatto con gli artisti di Novecento e Corrente ed inizia ad esporre alla Permanente e in numerose Biennali di Venezia. La famiglia De Grada é conosciuta a Milano anche per il figlio del Maestro (Raffaelino De Grada per distinguerlo dall’omonimo padre) che è stato un famoso partigiano combattente, esponente del Partito Comunista e che, per decenni, è stato il più autorevole critico d’arte del Corriere della Sera.
Enrico Magliano

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