ADOLESCENTI E SALUTE MENTALE

Psicologi, filosofi, sociologi si interrogano sul “male di vivere” che spesso accompagna gli adolescenti di oggi.
L’adolescenza, si sa, è un periodo di cambiamento e come tutte le transizioni porta con sé turbamenti e contraddizioni.
Calarsi nel quotidiano di un teenager, spesso, significa avere a che fare con comportamenti “bizzarri”, magari di ribellione nei confronti della scuola, dei genitori, delle regole in generale.
È normale, ma quando queste “scosse di assestamento” raggiungono “magnitudo fuori scala” diventano espressioni di un disagio che può minare il normale equilibrio mentale.

Disturbi d’ansia, difficoltà scolastiche e nei rapporti con i coetanei, sono ombre che possono via via allungarsi e portare all’isolamento nella propria cameretta o, nei casi più gravi, addirittura a tentati suicidi.

Di tutto questo a Niguarda si occupa un team di clinici della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Ne abbiamo parlato con Patrizia Conti, Responsabile della Comunità terapeutica “I Delfini”

L’Attività si svolge prevalentemente negli ambulatori dedicati.
La fascia d’età dei ragazzi  varia dagli 11 ai 17 anni; le problematiche più frequenti sono i disturbi del comportamento, che possono andare dall’aggressività, verso gli altri, verso sé stessi, a quello che noi chiamiamo il ritiro: ci si chiude nelle propria stanza e non si vuole vedere più nessuno.
L’approccio è multidisciplinare e al fianco di psicologi e neuropsichiatri infantili lavorano assistenti sociali ed educatori. E sono proprio questi ultimi ad andare dal ragazzo che non vuole più uscire dal suo isolamento, lo aiutano a riprendere fiducia con il mondo esterno, cercando se possibile il reinserimento a scuola e il contatto con i coetanei nei centri di socializzazione più vicini.

Negli ultimi anni si è osservato che i ragazzi che cercano un distacco lo trovano sempre di più rifugiandosi nelle realtà virtuali offerte dal computer e dai social network: il loro è diventato un “ritiro digitale”.

Nei casi in cui ad essere coinvolti sono ragazzi figli di genitori immigrati, ci avvaliamo della collaborazione con il mediatore culturale. Questi ragazzi devono, infatti, integrare la cultura d’origine e contemporaneamente adottare quella locale: non è una cosa semplice, soprattutto nell’adolescenza, il periodo in cui l’individuo costruisce la propria identità.

Presso gli ambulatori vengono seguiti anche ragazzi che presentano disturbi del comportamento alimentare. I casi più gravi di anoressia e bulimia vengono seguiti in collaborazione con il Centro di Dietetica e Nutrizione Clinica.

È ampia la gamma delle problematiche seguite: oltre alle difficoltà comportamentali ci sono anche le psicosi adolescenziali e i disturbi di personalità.
L’indicazione all’uso dei farmaci viene data solo se si pensa che possa dare un reale beneficio; non ci sono percorsi standardizzati, ma approcci personalizzati, per cui è fondamentale la partecipazione dei ragazzi e delle rispettive famiglie.