Dotto lacrimale chiuso nel neonato: i consigli dell'oculista

È un fenomeno piuttosto frequente nei primi giorni dopo la nascita. Il segnale è una lacrimazione degli occhi eccessiva. Come si può rimediare? Ci risponde l'oculista pediatrico.


Stenosi del dotto lacrimale, in cosa consiste?

La stenosi del dotto lacrimale è l’ostruzione totale o parziale del condotto naso-lacrimale attraverso il quale, di norma, le lacrime defluiscono verso le fosse nasali. In questa sede, è presente una membrana, che di solito si riassorbe spontaneamente al momento della nascita, permettendo, appunto, l’apertura del canale lacrimale. Se ciò non avviene, o avviene tardivamente, il bambino presenta un occhio che lacrima in maniera anomala. Il ristagno, inoltre, può provocare infezioni batteriche: in questo caso, oltre agli occhi che lacrimano possono associarsi secrezioni di pus. Così, al mattino, il piccolo ha difficoltà ad aprire l’occhietto, che appare appiccicoso, con un po’ di secrezione bianco-giallastra nell’angolo interno.


Rimedi per il dotto ostruito

In attesa che il dotto lacrimale chiuso nel neonato si apra spontaneamente, come avviene nella maggior parte dei casi, è importante eseguire dei semplici massaggi, più volte al giorno. Basta compiere delicatamente con il polpastrello un movimento, al contempo, rotatorio e dall’alto verso il basso, tra l’angolo dell’occhietto e la radice del naso. Se eseguita con costanza – magari a ogni cambio del pannolino – questa manovra è molto efficace per risolvere le anomale secrezioni negli occhi dei bambini. Si associa, in genere, una terapia antibiotica per il trattamento delle congiuntivite e la somministrazione di soluzione fisiologica nel naso, per evitare che si creino ristagni di secrezione nelle fosse nasali. Per detergere l’occhietto, si può ricorrere alle salviettine a base di sostanze lenitive, in vendita in farmacia.


In rari casi serve l'intervento, quando?

Non c’è un momento prestabilito, ma indicativamente intorno all’anno di vita. Molto dipende anche dal tipo di stenosi: se l’occhietto non dà grossi problemi, si può aspettare un po’ di più. Se, invece, è sempre appiccicoso e pieno di secrezioni che fanno pensare a un’ostruzione particolarmente serrata, si può decidere di ricorrere alla terapia chirurgica anche prima dei 12 mesi. L’intervento, richiede l’anestesia generale e può essere eseguito in regime di day surgery, senza bisogno di ricovero. Anche se viene definito così, in realtà non si tratta di vera e propria chirurgia. Attraverso il puntino lacrimale inferiore, appositamente allargato con un dilatatore, si penetra con una piccola sonda e, seguendo il percorso anatomico delle vie lacrimali, si apre il canalino. In seguito viene eseguito un lavaggio con soluzione fisiologica colorata con blu di metilene: se fuoriesce dal nasino, significa che l’ostruzione non c’è più. 

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