Osteoporosi e sport: si può?

L’osteoporosi è una malattia metabolica che colpisce lo scheletro. E' caratterizzata da una riduzione della massa ossea, con un conseguente aumento della fragilità e, quindi, del rischio di frattura. Vista questa possibilità, l'attività fisica è indicata oppure no? Ci risponde il reumatologo.


In moto fin da giovani

L’attività fisica ha un ruolo importante già in età giovanile, perché concorre a formare nuovo tessuto osseo e, in particolar modo nella donna, permette di arrivare all’età della menopausa con uno scheletro più “forte”, riflessi pronti, equilibrio e coordinazione che riducono il rischio di cadute. È infatti proprio nei quattro-otto anni successivi alla menopausa che si concentra la finestra più a rischio. Quindi muoversi, fa assolutamente bene.


Attività “in carico” per l'osteoporosi

È importante considerare che l’attività fisica apporta un beneficio soprattutto nei punti di sollecitazione dell’osso interessato al movimento e che tale pressione, legata alla forza di gravità e alle contrazioni muscolari, è un potente stimolo per la formazione dell’osso stesso. Ecco perché sono da preferire attività fisiche “in carico” come camminare, correre, fare ginnastica, ma anche il ballo, piuttosto che sport eseguiti in assenza di gravità come, ad esempio, il nuoto.


Muoviti con regolarità 

Camminare e correre, in particolare, sono movimenti che permettono di mantenere una sollecitazione prolungata ma, perché il paziente possa trarne beneficio, dovrebbero essere praticati per almeno un’ora al giorno.  Questo tipo di attività non sono consigliate a persone affette da altre patologie osteo-articolari, che possono interessare le anche e le ginocchia. Per loro è meglio la bicicletta o la cyclette. Bisogna tenere in considerazione, inoltre, che l'effetto positivo, ottenuto in termini di massa ossea, con un’attività sportiva scompare gradualmente con la sospensione, per questo è necessario proseguire con regolarità. 

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