“All’inizio Klejdi era resistente, ma la volontà di tutti e il primo incontro via Skype con la classe, e con i suoi compagni, l’hanno rassicurato e gli hanno dato il coraggio per proseguire”

La storia di Klejdi: un anno fa un tuffo lo costringe in carrozzina

Estate, tempo di vacanze e relax. Ma la stagione appena messa alle spalle per qualcuno ha il sapore di traguardi importanti, raggiunti grazie all’impegno messo in campo e gli aiuti giusti ricevuti. E’ stato così per Klejdi, un ragazzo albanese che da 7 anni vive con la famiglia in Italia. 


Nell’agosto 2015 la sua vita cambia proprio mentre è in vacanza al mare in Albania: a causa di un tuffo subisce un trauma cervicale. Nel settembre dello stesso anno viene ricoverato presso l’Unità Spinale di Niguarda. “Fino a gennaio 2016 è stato in condizioni cliniche molto critiche per colpa della lesione cervicale molto alta. Per questo è stato difficile raggiungere la stabilità necessaria per riuscire a stare seduto in carrozzina- ci spiega la coordinatrice riabilitativa dell’Unità Spinale-” .


Inutile dirlo: l’inizio del nuovo anno è molto duro. “Era molto chiuso e provato, non voleva farsi vedere dagli amici e dai suoi compagni di classe nella sua nuova condizione fisica- ricorda la coordinatrice-. Prima dell’incidente frequentava un istituto tecnico professionale e questo sarebbe stato l’anno della maturità”. Così L’equipe dell’Unità Spinale ha contattato i docenti e nonostante fosse già iniziato il secondo quadrimestre si è deciso di aiutare Klejdi per prepararlo alla maturità.


I professori del suo istituto si sono messi a completa disposizione e hanno organizzato alcune lezioni via Skype. Allo stesso tempo i professori del Liceo Cremona, vicino a Niguarda, che da diversi anni danno vita al progetto “Scuola in Ospedale”, hanno organizzato delle lezioni in Unità Spinale. Non solo: le volontarie del servizio civile sono state le “sorelle maggiori” che si sono affiancate a Klejdi stimolandolo e aiutandolo a studiare. 


Il resto è venuto da sé, grazie all’impegno del ragazzo. “All’inizio Klejdi era resistente, ma la volontà di tutti e il primo incontro via Skype con la classe, e con i suoi compagni, l’hanno rassicurato e gli hanno dato il coraggio per proseguire- dice la coordinatrice-. Per la prima volta dopo la lezione via Skype Klejdi ha iniziato a sorridere, a parlare e naturalmente a studiare”. A fine giugno la maturità è un successo, il diploma arriva con il punteggio di 91/100 e i complimenti della dirigente scolastica dell’istituto.  


Un encomio particolare va rivolto alle volontarie del servizio civile Giuseppa Cafueri ed Eleonora Ferro, perché gran parte del risultato lo si deve al loro impegno costante e al supporto che hanno dato a Klejdi e agli altri 3 giovani pazienti che hanno avuto necessità di un sostegno scolastico. Per 2 di loro è stato fondamentale anche il supporto della scuola Media presente nella Pediatria di Niguarda- sottolineano dall’Unità Spinale”. La soddisfazione che trapela dal reparto è veramente tanta perché è proprio da iniziative come queste che passa la possibilità di una nuova dimensione di vita e la prospettiva di un inserimento sociale concreto. Se vogliamo rimanere in ambito scolastico, un bel 10 e lode a tutti.