AVO Milano - Associazione Volontari Ospedalieri

Associazione di volontariato attivo

SEDE CENTRALE:

via G. Dezza, 26
20144 Milano


SEDE c/o NIGUARDA:

Area Nord, Padiglione 16, 1° piano


PRESIDENTE: Renato Pili

ORARIO

lunedì, mercoledì e giovedì: 9.00 - 13.00



Sito Web: http://www.avomilano.org
Email: avoaniguarda@gmail.com
Telefono: Sede Centrale:02 48024215/16 fax: 02 48024217 Sede c/o Niguarda: 333 8306597
ATTIVITA'

Assicura la presenza in Ospedale di volontari per offrire ai malati sostegno, calore umano, dialogo e aiuto nel combattere la sofferenza, l'isolamento e la noia.



 



La solidarietà è in corsia con l’Associazione Volontari Ospedalieri

Da oltre 35 anni al fianco di chi soffre in ospedale



Una mano appoggiata sulla spalla di chi soffre. Una visita a chi non ha nessuno che lo venga a trovare. Sono gesti che si ripetono ogni giorno tra i diversi reparti del nostro Ospedale, così come in altre 500 strutture sanitarie in tutta Italia. A compierli sono loro: i volontari AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), una presenza discreta che da più di 35 anni si aggira tra le corsie per confortare gli ammalati e per portare loro una solidarietà “nuova”.

Compito dei volontari è occuparsi della persona e non della sua malattia - ci spiega Francesca Sforza coordinatrice AVO a Niguarda -, rendere più umano il suo percorso ospedaliero, ascoltarla, fargli compagnia, essere la mano da stringere che trasmette calore, comprensione ed aiuto silenzioso. Sono aspetti importanti che il personale ospedaliero non può curare per mancanza di tempo e risorse”. La storia di AVO e quella di Niguarda si sono intrecciate nel 1980, quando i primi volontari iniziarono ad operare in Ospedale, oggi sono circa una cinquantina e si alternano in 7 reparti. La “famiglia AVO” è composta da donne e uomini di diverse provenienze: “Dallo studente al professionista, dall’impiegato al pensionato, alla casalinga e ognuno ha deciso di donare almeno 3 ore alla settimana del proprio tempo ai pazienti”. I nuovi volontari possono avere dai 18 ai 70 anni. Dopo un colloquio informativo e una prima selezione attitudinale, vengono ammessi al corso di formazione base, della durata di circa un mese e mezzo con lezioni a cadenza settimanale. Al corso seguono 6 mesi di tirocinio in ospedale. Durante questo periodo il volontario ha modo di verificare la propria motivazione e completa la formazione, affiancato dai tutor.

Ma quali sono le caratteristiche per essere un buon volontario? “Saper ascoltare e saper osservare - risponde senza esitare Sforza -

Nella società di oggi sembra non esserci più spazio per queste capacità. Bisogna guardarsi intorno per cogliere i particolari che ci possono aiutare a capire chi è l’altro e comprendere se il nostro aiuto è gradito. Ci avviciniamo con discrezione alle persone e le ascoltiamo senza darle mai per scontate. Conosciamo la loro storia e le sosteniamo
”.

E’ un aiuto prezioso come quello che la signora Sforza ha incontrato tanti anni fa sempre tra le mura ospedaliere in un momento difficile della sua vita. “Mia mamma ha subito un intervento a cui non è sopravvissuta. Sono passati più di 35 anni. Ricordo l’attesa e lo smarrimento, seduta su quelle panchine davanti alla sala operatoria. Una signora si è seduta vicino a me, mi ha parlato, mi ha tranquillizzato. E’ stato il mio primo contatto con un volontario”. Da quell’incontro è germogliata quella voglia di essere utile al prossimo. “Nel volontariato ci si prodiga per l’altro, ma a sua volta essere d’aiuto ti restituisce tanto- sottolinea Sforza-. Io vado a casa e sono contenta. Infatti, noi volontari sappiamo che questa sera qualcuno parlerà di noi e siamo felici, non certo per una questione di popolarità, ma perché siamo riusciti a donare qualcosa”.



La storia e i numeri di AVO

L’AVO è nata nel 1975 presso l’ospedale di Sesto San Giovanni. Da allora le sedi sono diventate più di 240, diffuse su tutto il territorio nazionale. Oggi sono oltre 30.000 i volontari di AVO attivi in oltre 500 strutture ospedaliere. Solo a Milano sono oltre 1.000 i volontari AVO, che trascorrono più di 150.000 ore in un anno di servizio in 11 ospedali (Besta, Centro Traumatologico Ortopedico CTO, Don Gnocchi, Niguarda, Ospedale Maggiore Policlinico, Gaetano Pini, Pio Albergo Trivulzio, San Giuseppe, San Paolo, Ospedale di Melzo, Galeazzi).