Fondazione Renata Quattropani Onlus

Associazione di volontariato attivo

SEDE CENTRALE:

Via Bartolini, 19
20155 Milano


PRESIDENTE: Giovanna Ferrante

Sito Web: http://www.fondazionequattropani.org
Email: info@fondazionerenataquattropani.org
Telefono: 331 3418926
ATTIVITA'

Sostiene la ricerca medica nella lotta contro leucemia linfatica cronica.

Programma incontri periodici fra medici e pazienti per condividere esperienze e riflessioni.





Da una storia personale il sostegno alla ricerca per la leucemia linfatica cronica



La missione scelta è quella di promuovere la ricerca a favore di nuove terapie per la leucemia linfatica cronica, senza dimenticare l’attenzione per chi si trova coinvolto nel percorso di cura: medici, infermieri, pazienti e parenti. E’ con questo obiettivo che la Fondazione Renata Quattropani ha mosso i suoi primi passi a partire dal 2011, sulla scia di una vicenda personale

che ha coinvolto la presidente e fondatrice Giovanna Ferrante. “Mia mamma ha convissuto con questa malattia per 27 anni ed è venuta a mancare nel 2006- ci dice-. Per me è stato un lutto devastante. Così un giorno, dopo la sua scomparsa, ero passata a Niguarda per salutare il dottor Gargantini, l’ematologo che la seguiva. Uscendo dal reparto ho pensato che questa mia vicenda

dovesse offrire uno spunto differente. Sia per dire il mio grazie all’équipe medica di Niguarda, che è stata un faro

in tutta la nostra vicenda, sia per sentire mia mamma ancora viva. E’ così, grazie ai collaboratori che mi hanno

aiutato, ho potuto dare vita a questa Fondazione che porta il suo nome
”.



Il primo obiettivo è il sostegno alla ricerca attraverso iniziative concrete. “Per questo abbiamo deciso di finanziare i convegni che consentono ai principali esperti internazionali sulla patologia di incontrarsi periodicamente a Milano- continua Ferrante-. Perché il confronto e la circolazione delle idee sono la base per trovare nuove soluzioni terapeutiche”. Non solo meeting e convention,

la “ruota della ricerca” non deve smettere mai di girare, neanche in laboratorio e per questo servono persone che vi si dedichino con una formazione altamente specializzata. La Fondazione ha, così, scelto di finanziare il lavoro di due ricercatrici presso l’Ematologia di Niguarda, impegnate a studiare i meccanismi della patologia per trovare nuovi sviluppi nelle cure.



La ricerca è la priorità ma non è l’unica direttrice su cui concentrare gli sforzi. Una buona cura passa anche dall’intesa tra medico, paziente e i suoi familiari. E anche questo ha una genesi molto personale. “Mi ricordo che quando andavamo a fare i controlli io assorbivo tutto il tempo del dottor Gargantini in maniera famelica e lo bombardavo di domande sulle condizioni di mia

mamma e i possibili sviluppi della patologia-
ci confessa Ferrante-. Nonostante questa mia mania ossessiva, lui mi dedicava il suo tempo e mi rispondeva su tutto in maniera preziosa, quasi magica. Siccome so che in ospedale il tempo degli specialisti è una risorsa sempre più limitata- hanno tanti pazienti e numerose attività da seguire- immagino che ci siano un sacco di domande

in sospeso bisognose di risposta. Da questa intuizione è nata un’idea molto semplice ma che crediamo possa fare la differenza. Ci siamo detti perché non organizzare degli incontri a porte aperte fuori dall’ospedale, in un ambiente dedicato solo alla conversazione, in cui i medici e gli infermieri sono a disposizione dei pazienti, anche di quelli seguiti in altri centri, e dei loro familiari per rispondere ad ogni loro dubbio? Così sono nati gli incontri “medici-pazienti-parenti”. Si sono tenute già due

edizioni nell’Urban Center in galleria Vittorio Emanuele a Milano e sono state molto apprezzate”
.



E’ il quadrifoglio il simbolo della Fondazione e sarebbe facile accostarlo al significato popolare di portafortuna ma anche questa scelta ha radici personali: “Mia mamma anche in un’area grande come un campo da cal cio era in grado di trovarne uno- ci dice la presi dente-. “E’ un omaggio a lei e nello stesso tempo un auspicio: perché ciascun paziente nel proprio percorso di cura possa trovare il suo”. Per farlo però c’è bisogno dell’aiuto di tutti e per questo la Fondazione periodicamente organizza iniziative di crowdfunding, necessarie perché tutte queste iniziative possano mantenersi. In fondo basta poco: vai sul sito della

Fondazione e potrai contribuire anche tu a mantenere verde il quadrifoglio.





LA PATOLOGIA



Nel mondo occidentale la leucemia linfatica cronica (LLC) rappresenta il più frequente tipo di leucemia. Colpisce solo individui adulti; è rara sotto i 30-40 anni e ha un’incidenza crescente in rapporto all’età con un picco dopo i 60 anni. Il sesso più colpito è quello maschile con un rapporto maschi-femmine di 2 a 1.



La malattia è dovuta a un accumulo di linfociti nel sangue, nel midollo osseo e negli organi linfatici (linfonodi e milza). I linfociti sono cellule del sistema immunitario che sorvegliano l’organismo e attivano le difese nei confronti di microorganismi o cellule tumorali e si distinguono in B o T in base al tipo di risposta che sono in grado di attivare.



Nella LLC uno di questi linfociti (per lo più un linfocita B) subisce una trasformazione maligna e produce un clone linfocitario, cioè un gran numero di cellule uguali tra loro che non rispondono più agli stimoli fisiologici e che diventano immortali. Continuano così a riprodursi e ad accumularsi nel sangue, nel midollo osseo, negli organi linfatici (linfonodi e milza) e, talvolta, anche in altri organi.