GRUPPI FAMILIARI AL-ANON

Associazione di volontariato attivo

SEDE CENTRALE:

Via Pitteri ,10 
20134 -  Milano 


SEDE c/o NIGUARDA:

Area Sud - Blocco Sud, Ponti Ovest, 1° piano
(presso epatologia e gastroenterologia)
martedì : 19 - 20

 


 



Sito Web: http://www.al-anon.it
Email: usg@al-anon.it
Telefono: 02 58018230 fax 02 58029713
ATTIVITA'

Aiutare le famiglie di bevitori problematici a recuperarsi dagli effetti procurati dal problema dell'alcolismo di un familiare o di un amico.



 



L’auto-aiuto per chi vive con un alcolista

Al-Anon e Alateen: nel gruppo la forza di andare avanti



L’alcolismo può rovinare la vita anche di chi non beve. Lo sa bene chi entra a far parte di Al-Anon, un’associazione di aiuto reciproco, basata sui Dodici Passi degli Alcolisti Anonimi ma che si rivolge ai familiari o agli amici di persone con questo problema. Alateen, parte integrante di Al-Anon, è un programma di recupero per gli adolescenti. Chiunque si accorga che la propria vita è stata profondamente condizionata dallo stretto contatto con un alcolista può entrare a far parte di Al-Anon. Mogli, mariti, figli, genitori, sorelle, fratelli, amici e anche colleghi di lavoro: le esperienze sono diverse, ma il programma di recupero è lo stesso. In Al-Anon si cerca di superare gli effetti devastanti dell’alcolismo smettendo di concentrarsi sull’alcolista per focalizzarsi su se stessi. “Si tratta di gruppi di auto-aiuto, in cui si condividono esperienze, emozioni e difficoltà, con lo scopo di recuperare noi come familiari e amici di alcolisti - ci spiega Maria referente Al-Anon per Niguarda -. Quello che impariamo è che noi non possiamo guarire l’alcolista, possiamo solo lavorare su noi stessi cercando di migliorare la relazione con lui. La sua è una malattia più grande. Noi possiamo aiutarlo solo se impariamo a considerarlo come una persona nonostante la sua malattia”.



La forza del gruppo

Giulia è un’Alateen da quasi 10 anni, il padre era un alcolista. La forza del gruppo l’ha fatta andare avanti

Quando hai iniziato a frequentare le riunioni Alateen?

Avevo 12 anni. Mia mamma era totalmente concentrata su mio papà, per cui non riusciva a darmi le dovute attenzioni. Soffrivo, ero molto chiusa e non avevo amici. Immaginatevi: come potevo invitare a casa una compagna di classe con una situazione del genere? Per questo ho avuto anche problemi a livello alimentare. Ho smesso di mangiare, non perché mi vedessi grassa, ma perché sapevo che in questo modo avrei attirato l’attenzione dei miei genitori. Era una cavolata, la situazione, infatti, era peggiorata.

Poi nel gruppo hai trovato il sostegno…

Ho iniziato a frequentarlo e ho iniziato a volermi bene. C’è stato un riavvicinamento verso il cibo e i pasti che ho iniziato a non saltare più. Frequentare il gruppo mi ha risollevato, ho recuperato il rapporto con mio papà. Prima lo vedevo come una pessima persona, solo da disprezzare, non riuscivo a vedere la sua malattia. Poco a poco sono riuscita ad accettarlo ed è stato sicuramente un passo molto importante. Intanto anche lui nel corso degli anni è riuscito a smettere di bere. Poi dopo due anni dal suo recupero purtroppo è morto.

Ci dispiace per la tua perdita. E il rapporto con tua mamma?

Ci sono stati dei momenti difficili. Quasi sempre è così, mentre l’alcolista beve ed è nel suo mondo, chi è a stretto contatto con lui, come la moglie, rischia di scaricare sui figli la sua tensione, il suo carico di preoccupazione e ansia. Ma il gruppo mi ha sostenuto e mi ha fatto superare anche questo. Ci sono stati anche i mei fratelli maggiori che in questa situazione familiare sono stati un aiuto insostituibile.

Ti ha dato tanto anche Alateen?

Sì, mi ha fatto crescere e oggi mi reputo una persona con la testa sulle spalle: ho completato le scuole superiori e ora sto andando all’università con buoni risultati. Tutto questo, sono sicura che è anche merito del gruppo. Penso che senza non sarei di certo riuscita. 

Come ti ha aiutato di più, quale molla ha fatto scattare in te?

La condivisione di esperienze, il fatto di non essere sola… anche poter sentire con le tue orecchie che nonostante tu ti reputi disperata, in realtà c’è chi ha storie ancora più difficili. C’era nelle riunioni chi riferiva di essere stato picchiato e minacciato. A me per fortuna non è mai successo. Anche questo ti sprona ad andare avanti. Ti fa dire: “Sto male, ma potrei stare peggio”.

Adesso continui a frequentare?

Sì, ci sono dei periodi in cui non frequento causa impegni oppure durante il periodo delle vacanze estive e sento che in queste interruzioni il gruppo mi manca, non posso più farne a meno, sento il bisogno di tornare. Mi aiuta contro le paure che comunque rimangono e mi dà la forza per andare avanti.