NOPAIN Onlus Associazione Italiana per la Cura della Malattia Dolore

Associazione di volontariato attivo

SEDE c/o NIGUARDA:

Area Nord, Padiglione 14, piano terra


PRESIDENTE: Paolo Notaro

ORARIO

lun/mer/ven: 9.30-12.30
mar/giov: 9.30-12.30 / 14.30-17.30



Sito Web: http://www.nopain.it
Email: info@nopain.it
Telefono: 800 974 261
02 6444.4894
fax: 02 6444.4600
ATTIVITA'

- Supporto ai pazienti sofferenti di dolore cronico sia di origine neoplastiaca che benigna, e ai loro familiari.

- Promuove attività di ricerca e studio nell'ambito del dolore cronico al fine di sviluppare la conoscenza in tema di malattia dolore con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita del paziente.



 



NoPain: insieme azzeriamo il dolore ribelle

Promuovere l’accesso ai centri specializzati e un filo diretto con i pazienti



Provare a regalare un sorriso a chi soffre a causa del dolore. E’ questo l’obiettivo che si è data l’associazione NoPain fin dalla sua fondazione nel 2007. Per farlo ha messo in piedi una rete di volontari che collabora con la struttura di Terapia del Dolore di Niguarda, un centro ad alta specializzazione dedicato al trattamento dei pazienti.

Un dolore che non passa, che non si sopisce mai e che diventa “ribelle”: sono in molti a ritrovarsi faccia a faccia con questo scomodo compagno di vita. Ingombrante e assoluto, chi l’ha vissuto sulla propria pelle lo descrive come un “cannibale” che si divora pezzo dopo pezzo la quotidianità e che ti spinge a non vivere più. Secondo le stime sono oltre 10 milioni di persone in Italia - soprattutto donne - a conviverci. “Normalmente il dolore è un campanello d’allarme utile - dice Paolo Notaro, Responsabile del Centro di Terapia del Dolore a Niguarda e fondatore di NoPain -, ci avvisa che qualcosa non va. Ma in certe forme questo meccanismo è come se si inceppasse. La spia rimane accesa di continuo e quello che dovrebbe essere un segnale diventa esso stesso la patologia, così i pazienti finiscono per ammalarsi di dolore”.

Le sindromi dolorose possono colpire a tutte le età, ci sono pazienti anziani, adulti ma anche bambini. Sono tantissime le condizioni che possono portare al dolore cronico, tra queste solo per citarne alcune ci sono le lombalgie primarie, le lombosciatalgie, le osteoartriti, la fibromialgia, le nevralgie, il dolore pelvico, l'emicrania. E poi ci sono gli esiti da interventi chirurgici, le sindromi dovute a un trauma come un incidente, il dolore oncologico e svariate forme di neuropatia. Quando il dolore persiste nel tempo si insatura un circolo vizioso di depressione e ansia che può essere accompagnato anche da altri disturbi emotivi. Il dolore diventa così una sindrome autonoma con un pesante impatto sulle relazioni, sui legami sociali e sulla vita in generale della persona.

La risposta terapeutica al dolore non può essere la semplice prescrizione di un medicinale, ma richiede il riconoscimento della causa e del meccanismo che lo producono, in modo da individuare la terapia giusta per contrastarlo. Per questo la cura del dolore va affidata a medici specializzati. E proprio in questo consiste la disciplina della terapia del dolore o algologia. Sotto questa etichetta rientrano la diagnosi e la cura delle diverse sindromi, in un panorama variegato con profonde distinzioni che differenziano ciascun caso. 

Una normativa ha provato a mettere ordine sancendo il diritto inviolabile al sollievo dal dolore: è la legge 38 del 2010. Ci si è mossi sul piano legislativo per facilitare l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore. Nello specifico si è predisposta la realizzazione di una rete specifica, articolata su più livelli, con centri ospedalieri a diverso grado di specializzazione e centri territoriali. Si è cercato inoltre di rendere più facile l’accesso ai farmaci analgesici come gli oppiodi e di rendere uniforme la situazione a livello nazionale. “Non è stato facile, la legge ha smosso una situazione di stallo, ma molto rimane ancora da fare - commenta Notaro -. Basta pensare che molti pazienti e gli stessi operatori non sanno ancora oggi a chi rivolgersi per curare il loro dolore. C’è bisogno di più consapevolezza e informazione a partire anche dai medici di medicina generale che insieme agli specialisti hanno una parte attiva. A questo proposito abbiamo intrapreso un progetto di formazione ed informazione rivolto a tutti gli operatori ospedalieri e territoriali inclusi gli stessi farmacisti”.

Con la combinazione delle terapie giuste, farmaci specifici ma anche nuove tecnologie di neurostimolazione come i pacemaker contro il dolore, la sfida può essere vinta. Per avere tutte le informazioni necessarie, la stessa NoPain ha attivato un numero verde. Dall’altro capo della linea i volontari sono pronti a rispondere alle domande di chi chiede un aiuto per riappropriarsi della propria vita. Sempre sul filo del telefono viaggia un'altra iniziativa a senso inverso per raggiungere i pazienti nelle loro abitazioni. “Contro la malattia dolore, l’aderenza alla terapia è un fattore fondamentale- indica Notaro-. Così nella sede territoriale di Niguarda, Villa Marelli, è stato allestito un contact center. Telefonicamente i volontari, dopo aver seguito una formazione specifica, chiamano i pazienti. Si chiede loro come stanno e come procedono le terapie. E’ una forma di counseling che coinvolge anche i medici di medicina generale”. In fondo per sconfiggere il dolore cronico servono anche gesti semplici come sollevare una cornetta per chiedere: “Pronto, oggi come va?